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Repressology – RPR#8

Posted on dic 10, 2014 by in Repressology | 0 comments

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In anni di digging ho individuato due filosofie di pensiero sulle repress: l’integralismo della prima stampa e il collezionismo più conciliante.

I puristi non amano l’idea che un disco venga ristampato, non impazziscono per le raccolte e vi guarderanno con sufficienza quando gli mostrerete la vostra copia fresca di stampa di una cosa che loro probabilmente hanno acquistato almeno 20 anni fa.

C’è poi una seconda categoria di entusiasti del vinile, forse più ampia, per cui i discorsi di principio valgono poco di fronte alle seconde possibilità, specie quando puoi portarti a casa un bel disco ad 1/20 del prezzo inflazionato di discogs.

Questa rubrica parla con passione e senza troppi tecnicismi al secondo gruppo, a chi deve centellinare i fondi destinati ai dischi, a chi era troppo giovane o troppo distratto back in the days, e a tutti quelli che in generale considerano le repress un accettabile compromesso morale.

Welcome to Repressology

RPR#8

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Bruce Haack – Electric Lucifer Song Book II: In Which Lucifer Tempts Jesus Of Nazareth

( Telephone Explosion / TER 030LP )

La Telephone Explosion torna ad occuparsi del pioniere canadese Bruce Haack e recupera Electric Lucifer: Song Book II. Uscito nel 1979, a 9 anni di distanza da The Electric Lucifer e di difficile reperibilità da allora. Nuovo artwork, ma tracklist originale.

Lo dico con il dovuto entusiasmo da neofita ed è facile che il mio punto di vista sia influenzato dall’entusiasmo della scoperta, ma questa repress è una delle cose più belle che abbia ascoltato di recente.

Psichedelia analogica e svasi vocoder, collage sonori, testi assurdi e irriverenti, synth pop ante litteram e pesanti spennellate di funk. Io sono impazzita per Mean Old Devil, ma qui c’è davvero tutto.

Comprare, comprare, comprare.

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V/A – Red Laser Disco

( Red Laser / RL 012 )

Pare che 2014 sia decisamente l’anno dell’Italo, e la prossima release non fa eccezione.

Compilata dal boss Red Laser e ideatore dell’omonima serata, il collezionista e dj mancuniano Il Bosco, questa raccolta propone 8 classici su doppio LP, rimasterizzati con amore dai 12” originali.

Ci sono le cose più cheesy, la disco cupa, i synthoni, l’anthem da doccia e quello da pista, per una visione a 360° del genere.

Non ci vedo nessuna pretesa enciclopedistica o mira finanziara, magari mi sbaglio, ma suona piuttosto come un omaggio sentito al genere da un appassionato vero, un modo “tenero” e sicuramente più efficace di un mixtape per esibire fieramente e condividere le proprie radici musicali.

Buoni sculettamenti.

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Nohelani Cypriano – Lihue

(Athens Of The North / ATH007)

Nel 1977 la KKUA pubblicava il secondo volume della serie Home Grown, selezionata dal dj Ron Jacobs. All’interno c’era anche Lihue di Nohelani Cypriano, super chicca disco funk in salsa Hawaiiana che la Athens of the North ristampa per la prima volta su 45′.

Grab!

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Gigi Masin – Talk To The Sea

( Music For Memory / MFM 002 )

Release del genere risvegliano il mio campanilismo assopito. Non è recentissima, ma cercando info sulla data di pubblicazione di Gaussian Curve (ndr Gigi Masin + Young Marco e Jonny Nash), ho scoperto che sul sito della Music For Memory ci sono ancora delle copie disponibili.

Un primo assaggio che copre più di 30 anni di attività del compositore veneziano, dalle prime autoproduzioni datate ’80 agli ultimi lavori, 17 tracce per la maggior parte inedite o introvabili.

Scrivono “musica elettronica per l’anima” ed è vero: minimalismo ambient che profuma di laguna e nostalgia, romantico nel senso più decadente del termine, melodie lontane e profonde che assorbono totalmente dilatando tempo e percezioni.

Grab!

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Andrew Thomas Wilson – The Chain Reaction Soundtrack

( Dual Planet / DUAL011LP )

Come Turkey Shoot ( RPR#5 ), The Chain Reaction appartiene al genere australiano dell’ozplotation ed è di nuovo la Dual Planet ad occuparsi di ristamparne l’ost originale.

Realizzata da Andrew Thomas Wilson, con le sue stratificazioni di synth e le ritmiche pressanti, accompagna perfettamente i vari inseguimenti di macchine ed evoca la tensione estrema da minaccia nuclear-apocalittica. E’ una di quelle cose che ti fanno pensare subito a Carpenter, solo con più giocattoli a disposizione.

Nello studio di Wilson: Moog modular, Oberheim 4, Roland 100m, Moog vocoder, Mellotron, pedali vari e cosine come il Roland Space Echo.

Il film non è niente di che, ma la colonna sonora è da avere. Grab!

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Supersempfft – Roboterwerke

( CBS / CBS83712 )

Anche questa non è una repress troppo recente, ma è sicuramente una pietra miliare da avere e custodire gelosamente. Space disco teutonica datata 1979. Se passate su Clone, sapete cosa aggiungere al vostro ordine

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