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Repressology – RPR#5

Posted on nov 17, 2014 by in Repressology | 0 comments

Evidenza

In anni di digging ho individuato due filosofie di pensiero sulle repress: l’integralismo della prima stampa e il collezionismo più conciliante.

I puristi non amano l’idea che un disco venga ristampato, non impazziscono per le raccolte e vi guarderanno con sufficienza quando gli mostrerete la vostra copia fresca di stampa di una cosa che loro probabilmente hanno acquistato almeno 20 anni fa.

C’è poi una seconda categoria di entusiasti del vinile, forse più ampia, per cui i discorsi di principio valgono poco di fronte alle seconde possibilità, specie quando puoi portarti a casa un bel disco ad 1/20 del prezzo inflazionato di discogs.

Questa rubrica parla con passione e senza troppi tecnicismi al secondo gruppo, a chi deve centellinare i fondi destinati ai dischi, a chi era troppo giovane o troppo distratto back in the days, e a tutti quelli che in generale considerano le repress un accettabile compromesso morale.

Welcome to Repressology

RPR#5

Turkey-Shoot

BRIAN MAY – Turkey Shoot

( Dual Planet / DUAL010LP )

Con il termine ozploitation si fa riferimento ad una variante australiana del cinema di exploitation anni ’70/’80. Fondamentalmente si tratta di pellicole low budget, spesso vietate ai minori, di genere vario, ma accomunate da un utilizzo esasperato di scene di sesso e violenza.

Uno dei titoli più famosi del genere è Turkey Shoot o Escape 2000, girato nel 1982 da Brian Trenchard Smith. Qui il regista immagina un totalitarismo distopico anni 2000 in cui i dissidenti vengono mandati in un campo di correzione ( The Establishment ) per subire un processo di rieducazione e modifica comportamentale. Chris, Rita e Paul hanno un’unica opzione: diventare protagonisti di una caccia all’uomo per ricchi annoiati. Se riusciranno a sopravvivere nella giungla fino al tramonto, saranno liberi.

C’è tutta la ferocia visiva e la brutalità dei migliori B movie italiani e Brian May ( Mad Max, The Day After Halloween ) fornisce una OST che ricrea perfettamente l’atmosfera claustrofobica e serrata della caccia all’uomo, tra synth pulsanti alla Carpenter e percussioni ossessive.

Disponibile dalla prossima settimana qui , intanto potete ingannare l’attesa con un documentario sull’Ozploitation.

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Patrick Cowley & Jorge Socarras – Catholic

( Dark Entries Records / DE080LP )

A poca distanza da School Daze, Dark Entries ritorna in zona Patrick Cowley. Non aspettatevi soundtrack o oscure versioni di classici HI-NRG, qui siamo su coordinate completamente diverse.

Catholic è il frutto dell’incontro tra Cowley e Jorge Socarras. I due si conoscono nel 1973 in una vivace San Francisco e subito diventano amici. Patrick è un polistrumentista, suona percussioni, chitarra e ovviamente i synth, Jorge è un artista visuale alla ricerca di nuove forme espressive. L’incontro è perfetto. Originariamente Lesser Man, il duo cambia velocemente nome in Catholic. Una prima versione dell’album viene incisa tra il ’75 e il ’77, poi, nel ’79, i due si ritrovano e decidono di ri-registrare tutto, aggiungendo qualche traccia.

Patrick ha una label, la Megatone, e consegna la demo a Marty Blecman, ma il manager non è particolarmente entusiasta all’idea di pubblicarlo: Cowley ormai è una star, lavora con personaggi come Sylvester, non c’è spazio per un album di quel tipo.

Il resto è storia: Jorge Socarras si trasferisce a NY e fonda gli Indoor Life, Cowley contrae L’aids e si spegne all’improvviso nel 1982. Catholic è stato dimenticato per quasi 30 anni e ora Dark Entries lo riporta alla luce.

E’ difficile inquadrarlo in un genere unico: il mood medio è decisamente new wave, ma vira da momenti post–punk ad accelerate rock molto Ramones, brevi intervalli ambient e ampi deliri elettronici.

Grab!

 

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Glenn Branca – The Ascension

( Superior Viaduct / SV039 )

Glenn Branca è un chitarrista e compositore americano della scena No Wave. E’ uno dei primi a sperimentare con scordature e volumi e il suo lavoro pionieristico ha influenzato gruppi come Sonic Youth e My Bloody Valentine, per citarne giusto un paio.

Nel 1980 ha già archiviato due band ( Theoretical Girls e The Static) e parte in tour per gli States con una team di super musicisti: quattro chitarristi (Ned Sublette, David Rosenbloom, Lee Ranaldo + Branca) Jeffrey Glenn al basso e Stephan Wischerth alla batteria.

Suonano 5 composizioni e l’anno dopo registrano tutto in uno studio di Hell’s Kitchen. The Ascension è stratificazioni di chitarre abrasive su beat repetitivi, velocità folli, climax borderline cacofonia, tutto in perfetto stile no wave.

Superior Viaduct lo ristampa su doppio LP con copertina originale. Pre order qui !

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Tapper Zukie / The Warriors – Visions Of Love / Love Dream

( Stars Jamaica / SRE010 )

E’ un peccato non aver trovato un valido link youtube, ma credo che basti anche solo la preview per convincervi ad acquistare questa repress. Stars Jamaica ristampa una chicca disco dub super rara del jamaicano Tapper Zukie.
Lato A Vision of love, lato B Love Dream, splendida versione instrumental dub con basso incendia pista.

Grab!

 

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The Balearic Sound Of Linda Di Franco

(Sunkissed Recordings / SKD004)

Leggi balearic e pensi subito ai tramonti ibizenchi, ad Alfredo, alle cassettine dell’Amnesia. Sunkissed ha ormai all’attivo 15 release, tutte in mood isola, e in ognuna mette in luce il lato balearico di artisti famosi. Ero partita con i Cure, ma sono sold out ovunque, quindi ho deciso di “ripiegare” sulla bella Linda Di Franco. Non è un’uscita recentissima, ma è ancora disponibile e sarebbe un peccato farsela scappare. Considerata da molti la risposta italiana a Sade, Linda è una di quelle meteore ’80 sparita dopo aver registrato l’album d’esordio. Quattro tracce: un raro extended mix di TV Scene e una sexy cover sussurata di The Look of Love sul lato A + extended di My Boss e Stay (classico Dj Harvey ) sul lato B. Grab!

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Jimmy Chambers – You can’t fight it

(Fly By Night Music)

John Carpenter – Assault on Precint 13

( Death Waltz / LPDW18 )

Ormai l’avrete sentito, la Sacred Bones ha in cantiere un album con materiale inedito di John Carpenter. Il pre order è aperto ( qui ), ma per il disco bisognerà aspettare gennaio. Fortunatamente Lost Themes non è l’unica repress a tema Carpenter.

Dopo due anni di lavoro, la FBNM recupera You Can’t Fight It di Jimmy Chambers, scritta per Assault on Precint 13 del 1976, ma uscita solo nella versione italiana del film (Distretto 13). Lato A original version con cantato funky di Chambers sul main them, lato B re-edit di Riccio.

Limited 10” con artwork del film, inserto lyrics e codice download.

assault

Ora, per completezza, mi sembra giusto recuperare anche l’OST originale di Assault on Precint 13 , uscita qualche anno fa su Death Waltz.

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