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Repressology – RPR#3

Posted on nov 3, 2014 by in Repressology | 0 comments

Evidenza
RPR#3

Questa rubrica mi porta a spendere molto di più di quello che dovrei, ma, come si dice, sharing is caring! Dunque, partiamo con il primo consiglio della settimana.

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Bombay Disco Vol 2
( Culture of Soul / COS011LP )

L’ultima volta che ho acquistato una raccolta di disco indiana è finita in mania totale. E’ stato come se si fosse aperto un macrocosmo di cose fighissime di cui nessuno mi aveva mai parlato. Immaginate la disco classica che incontra la musica tradizionale indiana e ne sposa estetica e caratteristiche, il risultato è brillante.
Il bello è che nella maggior parte dei casi queste tracce venivano usate per colonne sonore di film, da quelli con balli infiniti e incredibili storie d’amore agli horror.
La Culture of Soul arriva là dove Youtube non può aiutare e con questo secondo volume raccoglie 12 chicche scovate da pellicole hindi, periodo 1980 – 1992. Per dancefloor curiosi o per momenti domestici particolarmente esotici.

http://www.culturesofsoul.com/2014/10/09/bombay-disco-2-coming-soon/

 

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George Theodorakis – The Rules Of The Game: Original Studio Recordings
( 1978 – 1996 )
( Into The Light / ITL003 )

Figlio del compositore Mikis Theodorakis ( quello di Zorba il Greco per capirci), George si avvicina fin da ragazzo alla musica e dalla sua ha la fortuna di poter disporre degli studi del padre.
Molti dei suoi lavori sono stati utilizzati per programmi televisivi e colonne sonore, ma gli album veri e propri sono “solo” quattro e non hanno mai incontrato un gran successo commerciale.
Ora la greca Into The Light gli rende giustizia pubblicando “The Rules of the Game”, una selezione di 16 tracce inedite e di rarita’ realizzate tra 1978 e il 1996. Perdonate la pigrizia, ma vorrei che fosse la bellissima descrizione di Test Pressing a convincervi:

“Crying electronics and hand percussion back Greek Pop. Cold Wave
machines are accompanied by Laswell-like bass. Franco Falsini guitars
mix with “Sgt. Pepper” brass. Urgent waves of Classical Minimalism
come crashing down. Steam engines and panpipes combine in Atremiev
ambience. Bouzoukis get dubbed. Robots play squeezeboxes.
Vangelis-like spirals soundtrack runs for El Rey. Rainforests in
half-light. Wet city streets at night. Tumbling tribal drums and
Gamelean dread. A chase. A hunt. Escape. Bouncing, angular dance and a
Bob James meets Brian Briggs sunrise. Gentle ballet electronique and
funky ”Airto-like” Fusion”.

http://www.rushhour.nl/distribution_detailed.php?item=78917

 

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Lewis – Romantic Times
( LIGHT IN THE ATTIC / LITA123)

Tutto comincia nel 1983. Un cantante canadese, Randall Wulff , pubblica il suo album d’esordio, l’Amour, con il nome d’arte Lewis. Qualche anno dopo ci riprova con Romantic Times, ma le reazioni sono tiepide e Lewis sparisce nel nulla.
Flash forward al 2014, un collezionista ritrova l’Amour in un flea market di Edmonton e non ci vuole molto perchè l’album arrivi a Seattle da quelli di Light in the Attic.
Stavolta funziona alla grande, pure Pitchfork si sbilancia e a distanza di pochi mesi anche Romantic Times viene ristampato.
Non è un album romantico nel senso canonico del termine: è patetico, disperato e disturbante quasi nella vulnerabilità che rivela. Synth languidi e drum sostituiscono il piano e si fondono alla chitarra acustica: ci sono momenti vagamente piano bar, sax struggenti, c’è la voce spezzata e sofferente di Lewis, c’è un retrogusto amaro che permea tutto il disco. Probabilmente dovrete armarvi dello spirito giusto e di un buon bicchiere di vino, ma almeno un ascolto lo merita.

https://bleep.com/release/53432-lewis-romantic-times

http://lightintheattic.net/releases/1396-romantic-times

 

 

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5.LP cover front

Classic Man – No More Mind Games
(NERVOUS RECORDS / NER20070)

E’ sempre una cosa molto bella quando etichette come la Nervous ristampano i grandi classici. Direttamente dal 1993, Wayne Gardiner aka Classic Man con l’EP “No More Mind Games”, house NY soulful e bella carica.
Sul lato A Rapid Winds e due versioni di Keepin On, lato B due mix di No More Mind Games su sample vocale dell’originale Quest Mind Games.

http://www.phonicarecords.com/product/classic-man-no-more-mind-games-nervous-records/125966

 

 

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Underworld – Dubnobasswithmyheadman
( Junior Boy’s Own)
(CD / 2xCD deluxe / 2xLP / HD Blu-Ray / 5xCD super-deluxe)

Era il 1994 quando gli Underworld uscivano su Junior Boy’s Own con Dubnobasswithmyheadman, su carta terzo album, ma universalmente considerato come il vero e proprio esordio del gruppo.
Alla formazione originale Smith – Hyde si aggiunge Darren Emerson e il suono della band vira completamente rielaborado elementi techno, ambient, dub e lyrics cut-up. A distanza di 20 anni Rick Smith mette mano ai MIDI originali e il risultato e’ una versione completamente remasterizzata di una pietra miliare dell’elettronica UK. Potreste accontentarvi del doppio LP, ma per i fan veri esiste una versione deluxe con 5 CD + booklet di 50 pagine con grafiche di Tomato.

CD1 Dubnobasswithmyheadman
CD2 Singles 1991 – 1994
CD3 Remixes 1992 – 1994
CD4 PREVIOUSLY UNRELEASED RECORDINGS 1991 – 1993
CD5 LIVE JAM KYME RD (PREVIOUSLY UNRELEASED LIVE REHEARSAL RECORDED IN THE BAND’S HOME STUDIO IN 1993)

Scegliete il formato che preferite, ma non lasciatevelo scappare.

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Bruce Lacey – The Spacey Bruce Lacey Vol 1&2
( JBH053LP / JBH054LP)

Personaggio fuori dal comune, Bruce Lacey è un artista inglese che ha operato in ogni settore: cinema, musica, improvvisazioni, collettivi et similia. Un visionario vero e un genio eccentrico, uno che ha collaborato con tutti, dai Beatles ai Throbbling Gristle, e che negli anni aveva assemblato un synth monofonico così vivo da far impallidire Brian Eno.
L’unico motivo per cui Bruce Lacey non riuscì ad ottenere un contratto discografico nonostante fosse avanti anni luce su tutto, era la modalità con cui realizzava la sua musica.
Lacey si chiudeva in studio davanti al suo synth home made, aspettava l’ispirazione e quando la musa si palesava, registrava. Tutto quello che usciva da quelle sessioni di improvvisazione era unico e irripetibile, decisamente poco appetibile per una label, almeno negli anni ’70.
Finalmente la Trunk Records riporta alla luce gran parte del materiale perduto con una raccolta in due volumi . Elettronica d’altri tempi, lisergica e conturbante.

http://www.trunkrecords.com/turntable/bruce_lacey.shtml

http://www.rushhour.nl/store_detailed.php?item=79581

https://bleep.com/release/54498-bruce-lacey-the-spacey-bruce-lacey-volume-two

 

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