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Repressology – RPR#14

Posted on giu 15, 2015 by in Repressology | 0 comments

Evidenza Def

Le pause lunghe comportano sempre una certa difficoltà nella ripresa del ritmo, ma a volte basta una richiesta stimolante per rimettersi in carreggiata. Quando Alice mi ha chiesto di dedicare una puntata all’India ho avuto qualche perplessità: al di là di una certa infatuazione per la disco locale, la musica indiana non è mai stata la mia area di competenza specifica, ma fortunatamente non c’è nulla che del buon vino rosso e una connessione non possano fare. E poi, come si dice, sharing is caring ed è sempre bello condividere i risultati dei digging notturni.

Bentornati su Repressology!

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guide to

VA – The Rough Guide To Psychedelic Bollywood

( World Music Network – RGNET 1302LP )

Ancora prima di scoprire e sconvolgere la disco, il cinema di Bollywood già guardava con attenzione alle produzioni americane prendendo ispirazione in tema di colonne sonore. The Rough Guide to Psychedelic Bollywood punta al periodo fine ’60/70 e seleziona 10 tracce e come inizio non è male. C’è da dire che, titolo a parte, di psichedelico nel senso piu’ classico del termine qui non c’è moltissimo.

C’è pero’ in generose dosi il gusto per il bizzarro tipico indiano e la tendenza totale all’esagerazione: suoni assurdi, percussioni vorticose, voci eteree e cristalline, chitarre surf, incursioni precipitose di synth, rapide atmosfere poliziesche e pure qualche parentesi melensa vagamente exotica. C’è anche qualche instrumental, ma la maggior parte delle tracce è cantata. Enjoy

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shank

Ananda Shankar – Ananda Shankar And His music

( His Master’s Voice – ECSD 2528 )

Ananda Shankar nasce nel 1942 in India. E’ un musicista ma soprattutto un sitarista e del resto buon sangue non mente (ndr Ananda è il nipote di Ravi Shankar ). Il suo stile unico e particolare fonde naturalmente rock e funk alle melodie tradizionali indiane.

Ananda Shankar and His Music è il secondo album, pubblicato nel 1975, ed è forse quello che più apre al funk e alla psichedelia. Oltre a strumenti classici come sitar e tablas, Ananda unisce hammond, chitarre e moog e il risultato è un album trascinante, con due bombe come Streets Of Calcutta e Dancing Drums.

Enjoy

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bombay disco

Bombay Disco – Disco Hits From Hindi Films, 1979-1985

( Cultures of Soul / COS 008LP )

Nel 1979 un produttore di Bollywood si reco’ da Bappi Lahiri chiedendogli di realizzare dei brani che ricordassero Saturday Night Fever. Era l’inizio del prospero filone della disco made in Bombay che da li’ a poco avrebbe conquistato tutta l’india, rielaborando con maestria la disco americana e contaminandola con ogni genere di strumento tipico della tradizione locale.

Bombay Disco contiene 13 ”disco hit” realizzate per pellicole cinematografiche tra il 1979 e il 1985, pazientemente selezionate da Brother Cleve dei Combustible Edison su doppio LP. Copertina bellissima e booklet interno con riproduzioni fedeli dei dischi originali, curiosità e intervista al maestro Lahiri.

Grab

bappi foto preview_

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ten raglas

Charanjit Singh – Ten Ragas To a Disco Beat

( BOMBAY CONNECTION / BC302-LP )

Non potevo parlare di repress indiane senza prendere in considerazione Charanjit Singh. La brutta notizia è che purtroppo non troverete copie disponibili sul sito della Bombay Connection, la buona è che su discogs ce n’è ancora qualcuna a cifre accettabili.
Nel 1982 un compositore di colonne sonore, Singh appunto, si chiude in studio con una TR Roland 303, una 808 e un Jupiter 8, giusto per non farsi mancare nulla, e le suona secondo le regole del raga, una struttura musicale tipica indiana. Ne risulta un disco scandito da ritmiche sincopate e melodie ipnotiche che ricordano non poco quella che qualche anno dopo sarà conosciuta come acid house. Purtroppo il disco non ottiene un gran successo commerciale, se ne salvano solo poche copie e per anni rimane solo una leggenda metropolitana.
Ora, salvo divergenze varie, la prima traccia acid è considerata Acid Trax di Phuture, datata 1987, ma Ten Ragas To a Disco Beat fu realizzato ben 5 anni prima. Acid house avant-la-lettre? Forse. Di sicuro c’è un utilizzo quasi pionieristico dell’accoppiata 808/303, ma è davvero cosi’ importante confinarlo in un genero preciso? Ascoltatelo e basta, è un disco pazzesco e merita un posto nella vostra collezione.

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KS Chithra with Ilaiyaraaja

K.S. Chithra With Ilaiyaraaja

( Finders Keepers Records / FKR051L )

Spesso nei film indiani non erano gli attori a cantare, ma cantanti professionisti che si occupavano di doppiare le numerose sequenze di canto e ballo. Bollywood aveva in Asha Bohsle una delle cantanti playback più famose, ma quello kollywoodiano, ovvero quello in lingua tamil, aveva Krishnan Nair Shantakumari Chithra, in arte K.S. Chithra.

Dopo aver vinto un prestigioso concorso nazionale, Chithra inizia a prestare la sua voce a svariate pellicole e qui avviene l’incontro con il compositore Ilaiyaraaja, che nel 1986 la vuole con se per la colonna sonora di Neethaanaa Andha Kuyil. E’ l’inizio di una lunga e prolifica collaborazione che, tra le altre cose, la porterà ad essere conosciuta al pubblico come Chinna Kuzil, o piccolo usignolo, per l’incredibile estensione e per la dolcezza della sua voce.

Finders Keepers seleziona una piccola parte dell’enorme repertorio dei due, concentrandosi sul periodo formativo 1986-1991. E’ un periodo che li vede plasmare un genere unico e personale muovendo dal strutture classiche, dove la voce cristallina di Chithra segue le visioni geniali di Ilaiyaraaja, come sempre accompagnato dai fedeli synth e drum machine varie.

Grab

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devil is loose

Asha Puthli ‎–The Devil Is Loose

( CBS / CBS 81443 )

Ai tempi Asha Puthli deve aver strappato più di qualche sospiro. Bellissima, dotata di una voce meravigliosa, studia come soprano e il successo non tarda ad arrivare. Oltre ad avere una voce incredibile, Asha è spesso autrice dei suoi pezzi. The Devil is Loose è il suo secondo album ed esce nel 1976. E’ un disco che si muove tra disco, soul e funk tra atmosfere sinuose, synth trasognati e voci languide. Comprare!

 

Se siete arrivati qui e avete ancora un po’ di tempo, c’è un video che non dovreste perdere. Si tratta di una puntata di Cocktail D’Amore in cui Amanda Lear intervista Asha Puthli. Enjoy!

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