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Repressology #15

Posted on mag 3, 2016 by in Repressology | 0 comments

Evidenza

In anni di digging ho individuato due filosofie di pensiero sulle repress: l’integralismo della prima stampa e il collezionismo più conciliante.

I puristi non amano l’idea che un disco venga ristampato, non impazziscono per le raccolte e vi guarderanno con sufficienza quando gli mostrerete la vostra copia fresca di stampa di una cosa che loro probabilmente hanno acquistato almeno 20 anni fa.
C’è poi una seconda categoria di entusiasti del vinile, forse più ampia, per cui i discorsi di principio valgono poco di fronte alle seconde possibilità, specie quando puoi portarti a casa un bel disco ad 1/20 del prezzo inflazionato di discogs.
Questa rubrica parla con passione e senza troppi tecnicismi al secondo gruppo, a chi deve centellinare i fondi destinati ai dischi, a chi era troppo giovane o troppo distratto back in the days, e a tutti quelli che in generale considerano le repress un accettabile compromesso morale.

Welcome back to Repressology
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#RPR15

 

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Escape From New York – Fire In My Heart

( Isle Of Jura Holland – ISLE 001 )
Ogni volta che sento questo pezzo in un set la triste consapevolezza che il prezzo salirà su discogs in tempi brevissimi mi attanaglia. Aggiungete che Harvey è un grosso fan e che per risalire al titolo basta una banale shazzamata e avete il quadro completo. Oltretutto quello che su discogs viaggia su minimi di 70 euro non è che un bootleg di relativa qualità.
E ora la buona notizia: Isle Of Jura ha pronta una nuova versione di questo classico datato 1984, rimasterizzata, attualmente in pre-order e distribuito da Rush Hour.
Oltre all’iconica Fire in My Heart, l’ep conterrà una versione dub e Won’t Be Your Fool.

http://www.juno.co.uk/products/escape-from-new-fire-in-my-heart/602185-01/

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Mr Lee – I Can’t Forget
( Trax – Trax 137 )

Sono sempre stata una grande fan delle cose ’90 di Mr Lee, prima della virata hip house il nostro ha stampato un paio dei miei dischi chicago preferiti di sempre. Uno è Come To House, e l’altro è questo, I Can’t Forget. Cantato in divenire, ancora non troppo rappato, con quel calore intriseco tipico della maggior parte delle voci nere ( Blake Baxter anyone).
Pur rientrando nel filone chicago, è decisamente piu’ melodico e non condivide l’approccio rapey ghetto-testosteronico tipo Dance Mania, tutto fuck you in the ass bitch, dissing e varianti sul tema.
Discone.

https://www.youtube.com/watch?v=ZvuIu7YWjcY

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Richard Davis – Methane Sea

( SPANISH MISSION / SM CONCEPCION )

Rimanendo in tema voci black inconfondibili, chi non ricorda Richard “3070” Davis nei Cybotron? Methane Sea usciva nel 1978 e, stando alle note, fu fortemente influenzato dal massacro di Jonestown, che accadde due giorni prima della sessione di registrazione e dallo shock traumatico post Vietnam vissuto da Davis. Prima di fondare i Cybotron con Juan Atkins, pare che vivesse come un recluso, ossessionato da una fine del mondo che percepiva imminente.
Declamazioni profetiche religiose, ’I am my own faith and destiny, I am my own god’, proto techno / electro futuristica, stratificazioni siderali e gorgoglianti di synth, per due tracce tra soundtrack distopico e field recording del test drive di una navicella spaziale. Occhio all’inserto, la dice lunga sul personaggio.

http://www.deejay.de/SM-CONCEPTION_-_Richard_Davis_-_Methane_Sea_-_12inch__217363

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New York Noise – Dance Music From The New York Underground 1977–1982

(2016 Edition)

(Soul Jazz / SJRLP328 )

Per un attimo dimenticate Studio 54 e varie, perchè la vera eredità del pulviscolo culturale che era la NY fine 70/80 non include selezioni all’ingresso, dame su cavalli bianchi, o loschi traffici di camerieri in vendita per ricchi e privilegiati con la necessità di evadere parzialmente dalla staticità del loro mondo dorato.
Ovviamente non sto tralasciando Paradise Garage, Loft e templi sacri vari, ma ho sempre preferito una NY ancora più sudata e sporca. Quella dei bassifondi. Quella di una generazione che spesso veniva da scuole d’arte, dal punk ed era soprattutto figlia di un’estetica DIY. Terreno fertile per ogni tipo di avanguardia e di contaminazione, la città brulica letteralmente. Persone e arti si mescolano, disco e no wave si scontrano, funk e soul collidono, la parola chiave è mutazione. Rifiutare il passato ed il presente e al tempo stesso rielaborarli. Distruggere e ricreare. I cataloghi di etichette come la ZE, 99 records e Celluloid sono testimonianze viventi del prodotto ibrido che nacque, ma questa raccolta della Soul Jazz è un ottimo inizio per i curiosi. Edizione 2016 su doppio LP, note interne e aggiunta di un paio di chicche fondamentali.
Don’t sleep.
https://soundsoftheuniverse.com/sjr/product/new-york-noise-2015-dance-music-from-the-new-york-underground-1977-1982

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Clio – Faces
( La Discoteca / DSS 12 )

Dopo anni passati tra sospironi, vane speranze ai mercatini e imprecazioni neanche troppo mentali a venditori discogs e negozianti vari per i prezzi proibitivi, qualcuno ha deciso che fosse arrivato il momento idoneo per una ristampa.
Sono consapevole che qui le lyrics non siano il punto di forza e che in linea di massima nell’italo nessuno si fili i testi, autori in primis, ma volendo ascoltarle qualche secondo potreste ricavarne uno spunto di riflessione non indifferente per la doccia-karaoke mattutina.
“ You see a lot of people have two faces, you must give your mind”
Must have Italo assoluto.
NB
Pare che la versione con vinile rossa suoni meglio delle altre. Affidatevi al vostro rivenditore di fiducia per non avere soprese.
http://bordelloaparigi.com/?s=clio%20faces&post_type=product

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rexy

Rexy – Running Out Of Time
( Lucky Number / LUCKY090 )

Quando nel 1979 in Inghilterra trionfa Margaret Thatcher, aka la lady di ferro, inizia un periodo di austerity totale che in primis si manifesta con pesanti tagli al welfare e alla cultura.
Non piu’ soddisfatti del nichilismo punk ormai ammorbidito da un’esposizione mediatica massiccia, una parte della gioventù britanica reagisce alla crisi rifugiandosi in una dimensione altra che vede edonismo e nostalgia per le epoche passate come uno strumento di evasione dalla realtà. E’ una rivoluzione stilistica totale che ha come denominatore comune quello di “aggiungere colore” e soprattutto provocare una reazione ( cit Boy George). Pizzi, merletti, elementi glam e gothic, uomini che abbracciano look femminili e donne androgine, make up futuristici e improbabili.

Contemporanemente, la diffusione di synth a prezzi modici permette la creazione di una scena musicale dove la tecnica e l’effettiva conoscenza musicale scivolano in secondo piano ed è l’immagine a far da protagonista: è l’inizio del New Romantic, ma è anche l’inizio della storia del Blitz.

Situato a Covent Garden, il club era il punto di ritrovo di una clientela giovane ed eccentrica che tra gli altri includeva Boy George, Spandau Ballet, Ultravox, Steve Strange e non ultimo Vic Martin degli Eurythmics. Ed è proprio qui che una sera Vic rimane colpito dal look di Rex Nayman, giovane studentessa di fashion design e le propone di creare un gruppo, Rexy.

Il risultato è Running Out of Time, 10 tracce con la voce impassibile e vagamente suadente di Nayman tra accenni di cantati e spoken, testi assurdi, cover improbabili, melodie storte a volte malinconiche, elementi post punk e funk sparsi, il tutto rielaborato con sapienza pop.

http://www.deejay.de/LUCKY090LP_-_Rexy_-_Running_Out_Of_Time_Lp_-_12inch__217110

 

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